A Stretto Giro ~ Lindagine.it


 Uno specchio, mi rifletto, su che rifletto? 


Ad ogni struttura, la sua scrittura.

Ad ogni vento, la sua avventura.

Ad ogni stasi, le sue fasi.

Ad ogni centro, la sua centratura.


Ad ogni oro, la sua ora;

Ad ogni dire la sua direzione. 

Ad ogni calunnia, il suo calo  

Ad ogni Io il suo oblio e la sua creazione.


Ad ogni sentire il suo sentiero.

Ad ogni anno il suo danno. 

ad ogni serio finale il suo siero lieto fine 

ad ogni limite il suo sogno “infranto”.


©️Testo e chiave di lettura coperti da Copyright  ©️Author: Linda Cianci (Lindagine)



CHIAVE DI LETTURA.
Lindagine del mese è in realtà un componimento scritto mesi e mesi fa. Lo si propone in questo mese per una fase di "stasi". Tuttavia, questo termine - come l'aggettivo "infranto" - non è da intendersi automaticamente in negativo: è anzi sintomo della necessità per ciascuno di noi di fermarsi un attimo, un istante e guardare quanta strada percorsa e - perché no - fare un po' di ordine nel proprio percorso.

Quante volte pensiamo solo a produrre, rincorrere il momento dimenticando il "momentum" o solo ad errori passati o ci dimentichiamo che in realtà la risposta che cerchiamo è proprio in ciò che facciamo quotidianamente? Quante volte basterebbe solo fare un passo indietro per interrompere quella catena di "fiammiferi in fiamme"? 

Ecco, per il mese di maggio forse il messaggio è proprio questo: imparare a distinguere il rumore dal senso. Non tutto ciò che corre sta davvero andando avanti e non tutto ciò che rallenta è fermo o si ferma. Ci sono momenti in cui continuare ad accumulare impegni, parole, doveri e aspettative diventa solo un modo per non guardare ciò che dentro - ma anche esternamente - chiede attenzione. E l'attenzione ad oggi è il nuovo capitale sociale se ci pensiamo attentamente. Fare ordine allora significa scegliere con maggiore lucidità dove mettere energie, tempo e presenza.

Viviamo spesso dentro una continua esigenza di dimostrare, performare, produrre. E nel farlo si smette di comunicare davvero: si evitano confronti per paura di creare attriti, si tace per non sembrare vulnerabili, si porta avanti tutto da soli quasi come se chiedere supporto fosse un fallimento. Ma nessuna costruzione regge a lungo senza equilibrio tra forza e ascolto.

Maggio invita allora a recuperare il valore della connessione autentica: il confronto sincero, il gioco di squadra, la capacità di affidarsi agli altri senza vivere tutto come una competizione personale, soprattutto - magari - con se stessi, ad esempio quando si ha quasi "terrore dell'errore" [...]. C’è forza nell’umiltà di riconoscere quando qualcosa pesa troppo, così come c’è maturità nel capire che il vero riconoscimento non nasce dal fare incessante, ma dalla qualità con cui si attraversano le proprie scelte - come del resto ricordavamo pure ne Lindagine del mese appena trascorso.

A volte basta davvero un passo diverso — non indietro, non avanti — ma più consapevole.

Commenti

  1. 👏🏻👏🏻👏🏻

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  2. È proprio vero che la "stasi" è coraggiosa, ma trovo che richieda circostanze favorevoli e una certa tempra per resistere alle pressioni altrui. Non posso non pensare alla pratica del maggese (Pascoli insegna, anche se con tutt'altra accezione), in cui appunto un campo veniva lasciato a riposo per vera e propria necessità, non per indolenza. Ben venga dunque un "maggese personale", non malinconico come quello del Pascoli, ma di serenità

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